LINGUA SARDA: CISL, TUTELARE LA SPECIALITA’ DELL’ISOLA

 

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(ANSA) – CAGLIARI, 1 AGO – “Anche la lingua sarda rischia di finire nel mirino del centralismo autoritario statale che, in modo diretto e indiretto, cerca sistematicamente di ridurre gli spazi dell’autonomia speciale della Sardegna. Contro questi attacchi la Cisl sarda chiede alla Regione adeguate risposte politiche fino alla mobilitazione dei suoi organismi istituzionali”, lo ha dichiarato il segretario della Cisl, Mario Medde, il quale ha ricordato che il Consiglio regionale con una mozione, che sarà votata nelle prossime ore, tenta di richiamare Camera dei Deputati e parlamentari sardi a non ratificare la ‘Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie’ secondo il testo di un Ddl “ora assolutamente insoddisfacente ad assicurare al sardo completa tutela, diffusione e pari dignità con la lingua italiana”. La Cisl chiede che “qualora la mozione del Consiglio regionale dovesse restare inascoltata, la Regione sia pronta a coordinare iniziative a tutti i livelli istituzionali. Il riconoscimento pieno, effettivo e integrale di minoranza linguistica, tutelato dal Consiglio d’Europa e ratificato dalla ‘Carta delle lingue regionali o minoritarie’, potrebbe anche essere introduttivo alla risoluzione del problema dell’insularità e alla ridefinizione dei collegi elettorali per l’elezione del Parlamento europeo. Recenti episodi hanno confermato la disattenzione di importanti organi dello Stato verso la lingua sarda e la sua validità nel comune uso orale e scritto anche in documenti ufficiali. L’ultimo si è verificato il 19 luglio scorso quando è stato reso noto che la Corte di Cassazione, in una sentenza depositata il 28 maggio 2012, ha dichiarato che ‘quella sarda non e’ una lingua madre ma forma linguistica dialettale non riferibile al concetto giuridico e alla nozione tecnica di lingua utilizzata da minoranze linguistiché. Si è di fronte a una nuova forma di centralismo autoritario che la Regione deve contrastare in modo efficace”.