Lingua Sarda all’Università di Cagliari. Cosa se ne sa? – de Michele Pinna

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I fervori della campagna elettorale non mi pare che stiano dedicando molto spazio ai temi posti al centro della discussione dal movimento linguistico sardo. Eppure sono temi importanti. Una nota positiva va registrata a favore dell’Assessorato alla cultura che ha fatto si che la sovrintendenza scolastica regionale inviasse nelle scuole primarie di primo e secondo grado dell’isola la modulistica necessaria affinché le scuole offrano alle famiglie, al momento delle nuove iscrizioni scolastiche, l’opzione dell’insegnamento del sardo. Non è l’arrivo è solo l’inizio del percorso ma è un buon percorso.

Parallelamente a questo si pone il problema degli insegnanti e della loro formazione. Va da se che un’offerta formativa da parte delle scuole che prevedesse l’insegnamento curricolare della lingua e della cultura sarda a scuola avrebbe bisogno d’insegnanti in grado di farlo.

Sapevamo che l’Università di Cagliari aveva avviato lo scorso anno un corso di formazione per insegnanti, con fondi regionali, ma poi non si è saputo più nulla. Ci risulta che sta per essere avviata la seconda annualità. Di Sassari invece, non si sa proprio nulla. Credo, anzi, che le cifre destinate all’Ateneo turritano siano andate in perento, poiché i corsi non sono mai stati avviati. Ripeto, non se ne sa nulla di nulla.

Scrivo questo perché qualche giorno fa mi è capitato d’incontrare un gruppo di giovani insegnanti precari che avevano frequentato lo scorso anno a Cagliari i corsi di formazione promossi da quella Università e li ho sentiti molto delusi e frustrati. La cosa che hanno lamentato è che i docenti a parte qualcuno, non conoscevano il sardo né lo usavano nelle lezioni, mentre si ostinavano a fare distinguo accademici sul sardo logudorese e su quello campidanese. Tra l’altro i frequentanti lamentavano il fatto che il corso è attivato principalmente per gli insegnanti di ruolo, mentre i precari vi sarebbero ammessi come uditori in caso rimanessero dei posti liberi.

Non entro nel merito né dei docenti che hanno insegnato nei corsi, né dei contenuti che hanno veicolato. La questione che intendo porre è politica. Chiedo di sapere se – a fronte di cifre consistenti spese per formare docenti in grado d’insegnare il sardo a scuola con il metodo del sardo usato come lingua veicolare e quindi come lingua non solo da studiare ma anche come lingua per insegnare, – quanto si fa all’Università è incisivo ed efficace rispetto allo scopo. Il piano triennale è chiaro ed i vincoli che esso pone lo sono altrettanto. Sarà opportuno, credo, iniziare a fare qualche verifica per decidere se continuare nella strada intrapresa o cambiare indirizzo.

 

MICHELE PINNA

 dae http://www.sardusblog.it/?p=257

Lingua Sarda all’Università di Cagliari. Cosa se ne sa? – de Michele Pinnaultima modifica: 2013-02-02T12:19:00+01:00da angelocanu76
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