Il delirio anti-LSC dei tre moschettieri

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Per bloccare un incentivo che corrisponde al 20% del totale, i tre consiglieri regionali Espa, Bruno e Cuccu sono disposti a far saltare tutto il finanziamento regionale agli sportelli linguistici.

Per bloccare il premio ai comuni che adottano la LSC, si bloccano tutti i finanziamenti.

Questa non è una battaglia per difendere l’autonomia degli enti locali.

Questi semplicemente avrebbero continuato a ricevere i contributi regionali, indipendentemente dalla grafia usata per scrivere il sardo.

Questo sabotaggio è mirato CONTRO la LSC e per raggiungere il loro obiettivo i nostri eroi sono disposti a perdere ‘LATI E CARDAXU”.

Se passasse la linea richiesta dai tre consiglieri, cioè il blocco di procedure amministrative già asseverate in sede di approvazione del Piano Triennale, la conseguenza sarebbe il fermo totale delle integrazioni ai comuni e province per ripianare i tagli statali.

Circa un centinaio di operatori di sportello lingua sarda perderebbero il posto.

Una follia.

Bisognerebbe riscrivere il Piano Triennale, rimandarlo in Commissione e in tutti gli organismi che danno obbligatoriamente il parere. Entro l’anno invece i soldi devono essere spesi altrimenti vanno in economia, ovvero si perdono e verrano destinate ad altre attività non alla lingua.

Lo scorso anno il Movimento Linguistico aveva vinto una grande battaglia portando a casa un milione di euro per sopperire ai tagli del ministero sulla legge 482/99. Ci avevano lavorato tutti i blog di area, i ragazzi della provincia di Nuoro, quelli dell’Istituto Bellieni, quelli de Sa Bertula Antiga in compagnia de Su Comitadu de sa Limba Sarda e con il sostegno degli uffici regionali.

Ovviamente, quando si è trattato di presidiare il Consiglio Regionale, o trattare a muso duro con l’Assessore, Oreste Pili, Perdu Perra, Ivo Murgia, Amos Cardia, Giampaolo Pisu, Stefano Cherchi non erano rintracciabili.

Però su dinai candu arribbat gei ddis praxit….

E la Regione l’ha distribuito a tutti, anche a loro.

Pero issus faint sempri custa gherra contra a su movimentu linguisticu….unu machiori

Quanto ai consiglieri, che hanno il dono dell’ubiquità e riescono a essere dentro e fuori delle commissioni, ad approvare il Piano Triennale, per poi contestarlo, consiglio loro caldamente di farsi visitare da qualcuno che se ne intende di questi fenomeni.

 

de Roberto Bolognesi

http://bolognesu.wordpress.com/2012/09/22/il-delirio-anti-lsc-dei-tre-moschettieri/

Andarono all’interrogazione e non sapevano niente

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“I Consiglieri regionali del PD Espa, Cuccu e Bruno (tutti membri della Commissione Cultura del Consiglio Regionale) hanno presentato un’interrogazione al Presidente della Regione e all’Assessore alla Pubblica Istruzione affinché venga fatta chiarezza sui criteri fissati dalla Regione per l’utilizzo del sardo scritto nella “produzione testuale (traduzione, materiale divulgativo e promozionale)” degli enti pubblici.” […] “Si tratta evidentemente di una forzatura che non ha niente a che fare con la difesa e la valorizzazione della lingua sarda – dichiara Marco Espa, primo firmatario dell’interrogazione – Qualcuno in Regione pensa di poter “costringere” con un incentivo economico e in maniera burocratica i Comuni della Sardegna a prendere posizione in cinque giorni – dopo millenni di storia – per una “lingua” che non è quella della loro comunità locale? Qualcuno si immagina le reazioni giustissime delle popolazioni interessate? Cosi si sta snaturando l’utile progetto della LSC che, all’interno di veri interventi per la valorizzazione della lingua sarda, aveva previsto, in via sperimentale, l’utilizzo di norme linguistiche di riferimento per la lingua sarda scritta. Non si impone nulla per decreto e tantomeno lasciando intendere che senza l’adesione alla Limba sarda comuna non si riceveranno incentivi. Noi vogliamo partecipazione alle scelte, non imposizioni dall’alto. Per questo chiediamo – conclude Espa – l’annullamento immediato della procedura con adeguata modifica che non penalizzi gli enti locali.” http://marcoespa.blogspot.it/

Questo dice Espa nel suo blog.

Eppure Espa e i suoi colleghi Cuccu e Bruno sono membri della Commissione cultura del Consiglio Regionale.

Forse avrebbero dovuto studiare un po’ prima di presentarsi all’interrogazione.

Vediamo come stanno le cose.

La Regione, all’atto di stesura del Piano Triennale della lingua 2011-2013, approvato con delibera n. 26/6 del 24.5.2011 ha deciso per <l’implementazione delle norme linguistiche di riferimento> e, soprattutto, per una loro moderata, ma significativa promozione <anche in attività che prevedano l’uso scritto della lingua sarda, anche nei procedimenti ad evidenza pubblica>.

Come previsto dalla legge, l’Osservatorio Regionale, l’VIII Commissione Cultura e la Conferenza Regioni-Province-Enti Locali hanno espresso parere favorevole su questa misura .

La Giunta Regionale ha deciso i criteri di ripartizione del fondo per salvare la rete degli sportelli linguistici con la delibera n°32/67 del 24.07.2012 nella quale le direttive politiche del Piano Triennale sono state recepite integralmente. I successivi atti dell’amministrazione hanno rispettato queste direttive e fatto in modo che comunque nessun ente venisse penalizzato ulteriormente nonostante i tagli statali. Il principio di incentivazione è stato applicato su una percentuale di integrazione molto limitata. Sostanzialmente, in maniera puramente simbolica.

A nessun ente è stato imposto nessun sistema ortografico regionale. A nessun ente è stato imposto di decidere in breve tempo, ma di comunicare invece in breve tempo quale norma ortografica era stata indicata nella richiesta di finanziamenti presentata al ministero 2 anni fa.

Tale delicatissima questione è stata in maniera trasparente e articolata discussa proprio nella commissione cultura di cui fanno parte i firmatari della interrogazione. La commissione ha dato, come prevede la legge, parere favorevole a questa e a altre misure.

Anzi, la commissione, in data 29 giugno 2011 prot. 6829 , ha rincarato la dose indirizzando direttive agli uffici e scrivendo testualmente a proposito delle risorse <di investire in modo proficuo…sul modello di altre realtà europee, quali la Catalogna>. Regione spagnola, che come è noto, basa la sua politica linguistica proprio sull’imposizione dello standard ortografico, così come è giusto e ragionevole per una lingua che si vuole considerare e rendere “normale”.

Oggi compio 60 anni.

Sono ufficialmente vecchio.

Mi si addice un comportamento conforme.

Ma mi girano lo stesso le mie vetuste palle leggendo: “Qualcuno in Regione pensa di poter “costringere” con un incentivo economico e in maniera burocratica i Comuni della Sardegna a prendere posizione in cinque giorni – dopo millenni di storia – per una “lingua” che non è quella della loro comunità locale?”

Costringere?

Lo scrivono loro stessi tra virgolette.

Lingua che non è quelle della comunità locale?

Ma a quali ignoranti pensano di rivolgersi questi scalzacani?

La LSC è soltanto una grafia, non una “lingua”.

Un modo di scrivere.

Invito chiunque a smentirmi.

La lingua–cioè tutto l’insieme di costituenti che la compongono (lessico e grammatica) sono fondalmente unitari per tutti i dialetti del sardo.

È la pronuncia che cambia.

E chi lo dice che la pronuncia debba essere riflessa dalla scrittura in modo fedele come quello dell’italiano standard, che non parla praticamente nessuno?

Perché la grafia non può essere come quella di tante lingue normali (inglese, francese, olandese) in cui la corrispondenza tra grafemi e foni non è univoca?

Neanche in Italiano esiste una corrispondenza perfetta tra grafemi e foni.

E allora cosa vogliono?

Dividere il sardo in “lingue” diverse?

Come il serbo e il croato?

Ma allora c’è qualcuno che si prepara alla pulizia etnica nella Sardegna centrale!

È vero che per un incidente “storico” il lessico impiegato nei documenti in uscita della Regione è sbilanciato verso le varietà settentrionali, ma a questo si può sempre porre rimedio e–cosa fondamentale–non implica in alcun modo che gli enti locali che VORRANNO adottare la LSC debbano anche adottare quel lessico.

I nostri scalzacani si rileggano la delibera di introduzione della LSC.

Da chi si sono informati?

Dal gruppuscolo dei campadanesi che vogliono scrivere il sardo seguendo le convenzioni grafiche dell’italiano?

E Oreste Pili, Ivo Murgia, Pedru Perra e compagnia cantante, perché invece di continuare a combattere una guerra persa non lavorano per meridionalizzare la LSC?

L’unica cosa che possono ottenere adesso è indebolire TOTU SU SARDU!

Se non è questo quello che vogliono, perché non smettere con questi sabotaggi e non mettersi invece a pensare a emendare la LSC in modo che permetta meglio di rappresentare graficamente i dialetti meridionali?

Una cosa è certa: non accetteremo mai la balcanizzazione linguistica della Sardegna.

 

 

de Roberto Bolognesi

http://bolognesu.wordpress.com/2012/09/20/andarono-allinterrogazione-e-non-sapevano-niente/