BABEL FILM FESTIVAL

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Società Umanitaria – Cineteca Sarda
Centro Servizi Culturali di Cagliari
 
Associazione Babel
Terra De Punt
Areavisuale
 
COMUNICATO STAMPA

 

Mercoledì 3 aprile 2013, alle ore 11.00, presso la sala conferenze della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, viale Trieste 126 Cagliari si terrà la conferenza stampa di presentazione della terza edizione del BABEL FILM FESTIVAL, concorso cinematografico internazionale destinato esclusivamente alle produzioni delle minoranze linguistiche, in cui dialoghi e testi siano in una lingua minoritaria, dialetto, slang, lingua morta, nel linguaggio dei segni o qualsiasi lingua non ufficiale.

BABEL FILM FESTIVAL è promosso dalla Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari, dall’Associazione Babel, da Terra de Punt e da Areavisuale.

BABEL FILM FESTIVAL www.babelfilmfestival.com

c/o Società Umanitaria – Cineteca Sarda, viale Trieste 118 – 09123 Cagliari Tel. 0039.070.278630 www.lacinetecasarda.itinfo@lacinetecasarda.com

 

Segreteria: info@babelfilmfestival.com Tel. 0039.393.2409546 (Tore Cubeddu)

 
 
 

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BABEL FILM FESTIVAL  www.babelfilmfestival.com

c/o Società Umanitaria – Cineteca Sarda, 
viale Trieste 118 – 09123 Cagliari

web site: www.lacinetecasarda.it 
e-mail: info@lacinetecasarda.it

Segreteria: info@babelfilmfestival.com
Ufficio Stampa: stampa@babelfilmfestival.com
tel. 393.2409546 (Tore Cubeddu) 

tel. 070/278630 (Sede Società Umanitaria – Cineteca sarda) 

ARLEF – Comunicato Stampa

 

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COMUNICATO STAMPA

 

 

Il volume di Felice e Patui sarà presentato il 1° marzo al “Giovanni da Udine”

 

IL TEATRO FRIULANO, MICROSTORIA DI UN REPERTORIO TRA 800 E 900

 

 

Udine, 28 Febbraio 2013 – Sarà presentato venerdì 1° marzo, alle 18.00, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il volume Il teatro friulano – Microstoria di un repertorio tra Otto e Novecento di Angela Felice e Paolo Patui.

 

Seconda opera della piccola collana edita dalla Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e Forum Editrice Universitaria Udinese, la pubblicazione è realizzata in collaborazione con  Farie Teatrâl Furlane ed il sostegno di ARLEF Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e Regione Friuli Venezia Giulia.

 

La grande creatività del repertorio teatrale friulano degli ultimi centocinquant’anni viene esplorata nella sua storia, evoluzione e attualità. Foto d’epoca, brani antologici, interventi di studiosi e operatori teatrali arricchiscono un libro indispensabile per gli amanti del teatro e un importante strumento per approfondire la storia sociale e culturale del Friuli negli ultimi due secoli.

 

La pubblicazione nasce dall’esperienza delle lezioni – spettacolo tenute dagli autori al Teatro Giovanni da Udine, nel 2010, nell’ambito di Sipari Furlan, una serie di iniziative di valorizzazione del repertorio teatrale in friulano.

 

All’incontro saranno presenti gli autori che dialogheranno con il giornalista Paolo Medeossi, dopo i saluti di Tarcisio Mizzau, presidente della Fondazione Teatro Nuovo ‘Giovanni da Udine’ e di William Cisilino, direttore dell’Arlef. Attori del ‘Gruppo della Loggia’ e del ‘Teatro Incerto’ interpreteranno alcuni brani tratti dal volume.

 

Elisabetta Pozzetto

 

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane

Piazza XX Setembre 23

33100 Udine

0039 0432 555724   fax 0432 204158  mob 0039 335 8002058

COMUNICATO STAMPA – SPENDING REVIEW, PALOMBA: EMENDAMENTO IDV CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DELLA LINGUA SARDA

 

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Cagliari, 20 luglio 2012 – Su richiesta del deputato Federico Palomba, l’Italia dei Valori ha presentato un emendamento a firma del senatore Fabio Giambrone per la soppressione della norma sulla revisione della spesa pubblica che crea discriminazione tra le lingue minoritarie riconosciute dallo Stato penalizzando l’insegnamento del sardo nelle scuole dell’Isola. «Il comma che vogliamo sopprimere – spiega Palomba – interpreta in modo assolutamente restrittivo e arbitrario le norme varate nel 2011 sulla stabilizzazione finanziaria individuando come “aree geografiche caratterizzate da specificità linguistica” quelle “nelle quali siano presenti minoranze di lingua madre straniera”. A parte l’incongruenza di questa definizione generica con la quale vengono distinte con criteri del tutto discrezionali le lingue dai semplici dialetti, questa norma – prosegue il deputato sardo – riportando la base di calcolo per le Istituzioni scolastiche Autonome al numero di 600 alunni determina di fatto la cancellazione di numerosi posti di lavoro nelle scuole sarde sopprimendo in particolare i posti degli operatori che avevano il compito di insegnare e promuovere la cultura e la lingua sarda. Per questo auspichiamo che il nostro emendamento venga approvato dal Senato e chiediamo che tutti i senatori sardi facciano convergere su di esso i propri gruppi di appartenenza – conclude Palomba -. In caso contrario le Regioni discriminate, in primis la Sardegna, dovranno autonomamente difendersi impugnando questa norma palesemente incostituzionale davanti alla Consulta».

Di seguito l’emendamento dell’Italia dei Valori.

“Emendamenti As. 3396
Conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini

Articolo 14

Sopprimere il comma 16.
Giambrone

Nota
Il comma che si intende sopprimere, interpreta, in modo restrittivo, il decreto-legge n. 98 del 2011 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), precisando che “per aree geografiche caratterizzate da specificità linguistica si intendono quelle nelle quali siano presenti minoranze di lingua madre straniera”. Questa dicitura – apparentemente una misura “tecnica” del Governo Monti – riporta la base di calcolo per le
Istituzioni Scolastiche Autonome al numero di 600 alunni, determinando di fatto la cancellazione di numerosi posti di lavoro nelle Scuole Sarde ed in particolare la cancellazione dei posti degli operatori che avevano il
compito di insegnare e promuovere la cultura e la lingua sarda. Analogo problema è ravvisabile per diverse aree del Friuli.”

Emendamento richiesto dall’On. Palomba

LINGUA SARDA: ASSESSORE MILIA ACCUSA LA CGIL DI INCOERENZA SUL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO

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LINGUA SARDA: ASSESSORE MILIA ACCUSA LA CGIL DI INCOERENZA SUL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO

COMUNICATO STAMPA

 

Cagliari, 17 luglio 2012 – “

Leggo con stupore e disappunto le dichiarazioni di Peppino Loddo (CGIL) sull’azzeramento della specificità linguistica della Sardegna in merito alla cancellazione del “dimensionamento scolastico agevolato” proposta dal Governo Monti con la cosiddetta “Spending Review ” e mi domando se tale leader sindacale condivida la nostra realtà o viva in qualche dimensione onirica e fantascientifica che gli impedisca di essere serio, obiettivo e concreto. “

 

Lo ha dichiarato l’assessore regionale della Pubblica Istruzione Sergio Milia, in risposta ad una nota della Cgil in merito al problema del dimensionamento scolastico e della specificità linguistica della Sardegna.

“In un comunicato dai toni piuttosto allarmistici, Loddo accusa la Regione, che in realtà è vittima, di un atto unilaterale del governo che, dopo aver stabilito un “dimensionamento scolastico agevolato” per le regioni con presenza di minoranze linguistiche, ora, proprio perché regioni come la Sardegna e il Friuli hanno prospettato la possibilità di servirsene per le loro lingue regionali, fa un passo indietro e limita tale “dimensionamento ridotto” alle sole regioni nelle quali sono presenti “minoranze di lingua madre straniera“, ovvero la Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (limitatamente allo sloveno). “

“ A parte le considerazioni di tale proposta normativa fatta dal Governo, e sui suoi profili di inopportunità e anche di probabile incostituzionalità o comunque di discriminazione delle “lingue regionali”, che per il momento metto da parte, mi meraviglia molto che Loddo diventi, dopo anni di silenzio e di assenza, un paladino di quella minoranza linguistica sarda che, il suo sindacato e la sua parte politica di riferimento, hanno sempre contrastato e avversato nel mondo della scuola giungendo fino ad azioni legislative e lobbistiche che hanno sempre impedito di adempiere a una reale presenza della lingua sarda nelle nostre istituzioni scolastiche. “

“ Questo interessamento ad intermittenza di Loddo e del suo sindacato per l’insegnamento del sardo a scuola, dopo anni di guerra silenziosa e aspra nei confronti delle forze culturali e politiche che hanno fatto questa sacrosanta battaglia, sembra alquanto sospetto. Cioè, lascerebbe intendere che, Loddo e la Cgil, intendano far finta di essere stati grandi sostenitori del bilinguismo, per raggirare le norme e salvare una manciata di posti di lavoro. Ovvero che essi intendano far finta che l’insegnamento del sardo sia a regime in tutte le scuole della Sardegna per convincere il Governo a non applicare i tagli. “

 

“Ebbene vorrei comunicare a Loddo- prosegue l’assessore Milia- , proprio perché ritengo che la questione della presenza del sardo a scuola sia una cosa seria e auspicabile anche in tempi brevi, che la Regione non ha voluto fin dall’inizio usare questa arma demagogica e strumentale, proprio per non svilire questa delicata materia in un uso cinico, opportunistico e paradossale così come sembrano voler fare altri.

Usare strumentalmente ora il problema della lingua, solo per ottenere qualche vantaggio normativo, danneggia sia la scuola sia la lingua. Ed è anche sbagliato eticamente, prima ancora che moralmente. Anche perché nel ministero a Roma non siedono dei baluba, ma dei funzionari che conoscono bene la realtà sarda. A chi giova far pensare che possano essere raggirati? “

“La realtà vera è che la Regione, già dal 2009, ha approvato una norma che consente di sostenere finanziariamente le istituzioni scolastiche che, a norma dell’art. 4 della legge 482/99, intendono inserire un’ora o più di sardo nell’orario curricolare. In questi anni, i progetti che sono stati finanziati sono circa una novantina, portati avanti però, è bene dirlo, anche se con la collaborazione fattiva della Direzione Scolastica Regionale, nell’indifferenza o nell’ostracismo di un mondo scolastico, in molti suoi settori, spesso sordo alle istanze del bilinguismo. “

“Non ci è sembrato che in questi anni, Loddo o la Cgil, abbiano mai preso posizione sulla “stabilizzazione” del sardo a scuola, né abbiano spalleggiato quelle forze politico-culturali che hanno sempre sostenuto la necessità di una scuola bilingue. Sostenere ora, a distanza di anni, proprio la lingua sarda che si è demonizzata per lungo tempo, è un escamotage da sindacalismo politicante di cui francamente non si sentiva il bisogno. Loddo dimostra perfino di non conoscere la storia del suo sindacato perché, è risaputo, che l’avversione alla lingua sarda scolarizzata nasce negli Anni Settanta ad opera di Girolamo Sotgiu, segretario regionale della Cgil e intellettuale guida di un’area molto diversa dalla mia, il quale precisò le direttive antilingua in un famoso articolo pubblicato da Rinascita il 26 giugno 1977 dal titolo “Il mito della nazione sarda“, nel quale i sostenitori del sardo venivano bollati come “devianti”. “

Fa piacere che nei decenni gli operatori della Cgil abbiano superato questi stigmi dell’ortodossia vetero marxista e si battano ora per il bilinguismo a scuola. Ne terremo conto coinvolgendo Loddo nelle iniziative istituzionali che portiamo avanti quotidianamente per la nostra lingua. Se infatti prevalesse la serietà e la coerenza, invece della strumentalità e dell’opportunismo, inviteremo Loddo al tavolo che abbiamo aperto con i parlamentari sardi in merito alla Ratifica della Carta Europea delle Lingue Regionali e Minoritarie nel quale si è parlato anche di attuare alcune iniziative per rafforzare la lingua sarda in merito alla norma contestata della “spending review” .

Chiameremo inoltre Loddo a supportare la richiesta che la Regione si accinge a fare tramite la Commissione Paritetica Stato Regione per il trasferimento delle funzioni amministrative alla Regione in riferimento agli articoli 4, 9 e 15 della legge 482/99. Siamo certi che Loddo sa di cosa si tratta e che, da vero alfiere della lingua sarda, non mancherà di darci il suo sostegno insieme al sindacato che rappresenta per salvare posti di lavoro e aprirne di nuovi. (aime)