Sassari, studente dell’Alberghiero si diploma parlando in sardo

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di Vannalisa Manca

SASSARI. Ha studiato nel settore della ristorazione perché gli piace stare in sala a contatto con i clienti a tavola; parla il francese, mastica bene l’inglese, ma la lingua che Marco Daga apprezza di più è quella materna, il sardo. La sua lingua che ha portato anche a scuola. Marco Daga, ha vent’anni, è nuorese di Gavoi, si è appena diplomato all’Ipsar, l’Istituto alberghiero di Sassari, dove è stato convittore per cinque anni.

Sa lavorare come cameriere di sala, ma non nasconde di voler provare a lavorare in cucina, almeno per qualche stagione. Tutte caratteristiche che il giovane studente si è portato dentro anche durante la discussione della tesina in occasione dell’esame di maturità. Una “semplice” discussione che è diventata una piacevole esposizione in sardo. Sì, Marco Daga ha voluto illustrare nella sua lingua madre un prodotto tipico di Gavoi: “Su coccone cun fozza”, un pane d’accompagnamento che fa venire voglia di gustarlo solo a sentire la descrizione della ricetta. «Ci ho pensato un attimo e mi è venuta l’idea di presentare non solo una normale tesina scritta e commentata, ma ho voluto aggiungere l’elaborazione di una ricetta che ho imparato da mia nonna e da mia madre: su coccone cun fozza, il pane con foglia di cavolo – dice Marco -. La ricetta va bene, mi sono detto, ma una ricetta sarda non può che essere descritta in sardo. Così, ingredienti e descrizione in sardo, con la traduzione italianaper i docenti che non conoscevano la nostra lingua».

I professori non se l’aspettavano e lo hanno ascoltato come rapiti. In realtà, Marco avrebbe voluto portare davanti alla commissione tutti gli ingredienti e fare il pane là davanti a tutti e poi farne apprezzare il profumo e la fragranza. «Ma purtroppo non era tecnicamente possibile, su coccone va preparato e consumato appena fatto, altrimenti non ha lo stesso sapore» afferma lo studente, che ha affidato quindi soltanto alla sua esposizione la capacità di sollecitare gli appetiti. C’è riuscito, la commissione si è fatta piacevolmente conquistare. Su coccone cun fozza, è un pane confezionato con foglie di cavolo dalle grandi venature. Si mescola semola di grano duro con farina sarda, si fa un impasto aggiungendo un po’ di acqua tiepida e patate lesse e grattugiate. Si lavora a mano ben bene, si aspetta che l’impasto lieviti e lo si distende sopra una grande foglia di cavolo, inumidita con acqua tiepida. Informare e a metà cottura staccare “sa fozza” così che “su coccone” ne abbia impresse le venature che aiuteranno a rendere croccante il pane.

Marco Daga ha ricevuto i complimenti della commissione, che ha assistito a un esame un po’ fuori dalla normalità. Un successo che si è aggiunto alla gioia della buona votazione: 75 su cento.

«Sono contento dell’esame in sardo – dice Marco Daga -. Ho capito di aver colpito i commissari. Ne vado orgoglioso. Il sardo è la mia lingua e mi piace parlarla e scriverla. Anche a scuola e da convittore, ho sempre avuto modo di chiacchierare in sardo. Ci sono altri compagni che si esprimono in sardo: un modo per sentirci sempre legati alla nostra terra». E in attesa di fare una stagione in cucina, Marco sta già lavorando nel ristorante dell’Hotel Cala Ginepro, poco oltre Sos Alinos, nel territorio di Orosei.

Orgoglioso anche il dirigente scolastico dell’Ipsar, Roberto Cesaraccio: «L’Alberghiero è una scuola che si apre a tutte le etnie e culture anche extracomunitarie – afferma – ma il sardo è la nostra lingua e siamo ben contenti se riusciamo a stimolare i ragazzi nello studio e nella parlata locale. Nell’istituto ci sono insegnanti come Clara Farina che certamente riescono a coinvolgere molto bene gli studenti su un tema tanto caro alla Sardegna».

 

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