Esàmenes in sardu, su prèmiu in Ollollai

ollollai, esami lingua sarda, tonino bussu, elisa melis, talana, riccardo laconi, cagliari, marco daga, gavoi, associazione culturale paris,

ollollai,esami lingua sarda,tonino bussu,elisa melis,talana,riccardo laconi,cagliari,marco daga,gavoi,associazione culturale paris

OLLOLAI Un premio simbolico per incoraggiare i ragazzi a sostenere gli esami in sardo. È la proposta dell’associazione culturale Paris, presieduta da Tonino Bussu, da anni sul fronte della valorizzazione della storia, della cultura e della lingua della Sardegna. Bussu, professore di Lettere in pensione, ha deciso di elargire un “premio” a Riccardo Laconi, Elisa Melis e Marco Daga come pure a qualsiasi altro giovane che sostiene gli esami di terza media o di maturità in sardo. Non un premio in denaro, ma uno simbolico: un fine settimana gratis nell’agriturismo Palai, di Ollolai, grazie anche alla disponibilità del suo gestore Michele Chelone Bussu. Riccardo Laconi, di Cagliari, è riuscito a prestare l’esame di terza media in limba. È stato promosso e ha ricevuto i complimenti di moltissime persone che si battono da anni per la difesa dell’identità e per la diffusione del sardo. A Elisa Melis, una ragazza di Talana di 18 anni, che frequentava la quinta classe all’Alberghiero di Tortolì, invece, non è stato permesso di parlare in sardo neppure sulla storia della Sardegna. Anche Marco Daga di Gavoi, invece, è riuscito a diplomarsi all’Alberghiero di Sassari parlando in sardo. «Il caso subito da Elisa Melis – ha commentato Tonino Bussu – è una grave mancanza di rispetto per la nostra lingua e cultura, per la nostra Sardegna. La presidente della commissione esaminatrice che le ha impedito di parlare in sardo vive e opera in aperto contrasto e chiara ostilità dell’ambiente culturale da cui è circondata. Ma ciò che dispiace di più – conclude Bussu – è l’aver frenato, scoraggiato, osteggiato il pio e legittimo desiderio di una giovane che voleva confrontarsi agli esami con la lingua della sua comunità». A maggior ragione dunque l’associazione culturale Paris ha deciso di premiare anche la ragazza ogliastrina, insieme a Laconi e a Daga. «Speriamo che l’anno venturo siano molti di più» chiude Tonino Bussu. (g.m.s.)


http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2013/07/18/NZ_30_03.html?ref=search



Maturidade in limba sarda, su “cocone” agradat a sa commissione

gavoi, alberghiero, marco daga, lingua sarda, limba sarda

foto de Maurizia Canu

gavoi, alberghiero, marco daga, lingua sarda, limba sarda

di Vannalisa Manca

GAVOI. Ha studiato nel settore della ristorazione perché gli piace stare in sala a contatto con i clienti a tavola; parla il francese, mastica bene l’inglese, ma la lingua che Marco Daga apprezza di più è quella materna, il sardo. La sua lingua che ha portato anche a scuola. Marco Daga, ha vent’anni, è nuorese di Gavoi, si è appena diplomato all’Ipsar, l’Istituto alberghiero di Sassari, dove è stato convittore per cinque anni.

Sa lavorare come cameriere di sala, ma non nasconde di voler provare a lavorare in cucina, almeno per qualche stagione. Tutte caratteristiche che il giovane studente si è portato dentro anche durante la discussione della tesina in occasione dell’esame di maturità. Una “semplice” discussione che è diventata una piacevole esposizione in sardo. Sì, Marco Daga ha voluto illustrare nella sua lingua madre un prodotto tipico di Gavoi: “Su coccone cun fozza”, un pane d’accompagnamento che fa venire voglia di gustarlo solo a sentire la descrizione della ricetta. «Ci ho pensato un attimo e mi è venuta l’idea di presentare non solo una normale tesina scritta e commentata, ma ho voluto aggiungere l’elaborazione di una ricetta che ho imparato da mia nonna e da mia madre: su coccone cun fozza, il pane con foglia di cavolo – dice Marco -. La ricetta va bene, mi sono detto, ma una ricetta sarda non può che essere descritta in sardo. Così, ingredienti e descrizione in sardo, con la traduzione italiana per i docenti che non conoscevano la nostra lingua».

I professori non se l’aspettavano e lo hanno ascoltato come rapiti. In realtà, Marco avrebbe voluto portare davanti alla commissione tutti gli ingredienti e fare il pane là davanti a tutti e poi farne apprezzare il profumo e la fragranza. «Ma purtroppo non era tecnicamente possibile, su coccone va preparato e consumato appena fatto, altrimenti non ha lo stesso sapore» afferma lo studente, che ha affidato quindi soltanto alla sua esposizione la capacità di sollecitare gli appetiti. C’è riuscito, la commissione si è fatta piacevolmente conquistare. Su coccone cun fozza, è un pane confezionato con foglie di cavolo dalle grandi venature. Si mescola semola di grano duro con farina sarda, si fa un impasto aggiungendo un po’ di acqua tiepida e patate lesse e grattugiate. Si lavora a mano ben bene, si aspetta che l’impasto lieviti e lo si distende sopra una grande foglia di cavolo, inumidita con acqua tiepida. Informare e a metà cottura staccare “sa fozza” così che “su coccone” ne abbia impresse le venature che aiuteranno a rendere croccante il pane.

Marco Daga ha ricevuto i complimenti della commissione, che ha assistito a un esame un po’ fuori dalla normalità. Un successo che si è aggiunto alla gioia della buona votazione: 75 su cento.«Sono contento dell’esame in sardo – dice Marco Daga -. Ho capito di aver colpito i commissari. Ne vado orgoglioso. Il sardo è la mia lingua e mi piace parlarla e scriverla. Anche a scuola e da convittore, ho sempre avuto modo di chiacchierare in sardo. Ci sono altri compagni che si esprimono in sardo: un modo per sentirci sempre legati alla nostra terra». E in attesa di fare una stagione in cucina, Marco sta già lavorando nel ristorante dell’Hotel Cala Ginepro, poco oltre Sos Alinos, nel territorio di Orosei. Orgoglioso anche il dirigente scolastico dell’Ipsar, Roberto Cesaraccio: «L’Alberghiero è una scuola che si apre a tutte le etnie e culture anche extracomunitarie – afferma – ma il sardo è la nostra lingua e siamo ben contenti se riusciamo a stimolare i ragazzi nello studio e nella parlata locale. Nell’istituto ci sono insegnanti come Clara Farina che certamente riescono a coinvolgere molto bene gli studenti su un tema tanto caro alla Sardegna».

http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2013/07/17/news/maturita-in-limba-su-coccone-piace-alla-commissione-1.7437415

Sassari, studente dell’Alberghiero si diploma parlando in sardo

sassari, marco daga, gavoi, istituto alberghiero di sassari, discussione tesi, diploma, lingua sarda


di Vannalisa Manca

SASSARI. Ha studiato nel settore della ristorazione perché gli piace stare in sala a contatto con i clienti a tavola; parla il francese, mastica bene l’inglese, ma la lingua che Marco Daga apprezza di più è quella materna, il sardo. La sua lingua che ha portato anche a scuola. Marco Daga, ha vent’anni, è nuorese di Gavoi, si è appena diplomato all’Ipsar, l’Istituto alberghiero di Sassari, dove è stato convittore per cinque anni.

Sa lavorare come cameriere di sala, ma non nasconde di voler provare a lavorare in cucina, almeno per qualche stagione. Tutte caratteristiche che il giovane studente si è portato dentro anche durante la discussione della tesina in occasione dell’esame di maturità. Una “semplice” discussione che è diventata una piacevole esposizione in sardo. Sì, Marco Daga ha voluto illustrare nella sua lingua madre un prodotto tipico di Gavoi: “Su coccone cun fozza”, un pane d’accompagnamento che fa venire voglia di gustarlo solo a sentire la descrizione della ricetta. «Ci ho pensato un attimo e mi è venuta l’idea di presentare non solo una normale tesina scritta e commentata, ma ho voluto aggiungere l’elaborazione di una ricetta che ho imparato da mia nonna e da mia madre: su coccone cun fozza, il pane con foglia di cavolo – dice Marco -. La ricetta va bene, mi sono detto, ma una ricetta sarda non può che essere descritta in sardo. Così, ingredienti e descrizione in sardo, con la traduzione italianaper i docenti che non conoscevano la nostra lingua».

I professori non se l’aspettavano e lo hanno ascoltato come rapiti. In realtà, Marco avrebbe voluto portare davanti alla commissione tutti gli ingredienti e fare il pane là davanti a tutti e poi farne apprezzare il profumo e la fragranza. «Ma purtroppo non era tecnicamente possibile, su coccone va preparato e consumato appena fatto, altrimenti non ha lo stesso sapore» afferma lo studente, che ha affidato quindi soltanto alla sua esposizione la capacità di sollecitare gli appetiti. C’è riuscito, la commissione si è fatta piacevolmente conquistare. Su coccone cun fozza, è un pane confezionato con foglie di cavolo dalle grandi venature. Si mescola semola di grano duro con farina sarda, si fa un impasto aggiungendo un po’ di acqua tiepida e patate lesse e grattugiate. Si lavora a mano ben bene, si aspetta che l’impasto lieviti e lo si distende sopra una grande foglia di cavolo, inumidita con acqua tiepida. Informare e a metà cottura staccare “sa fozza” così che “su coccone” ne abbia impresse le venature che aiuteranno a rendere croccante il pane.

Marco Daga ha ricevuto i complimenti della commissione, che ha assistito a un esame un po’ fuori dalla normalità. Un successo che si è aggiunto alla gioia della buona votazione: 75 su cento.

«Sono contento dell’esame in sardo – dice Marco Daga -. Ho capito di aver colpito i commissari. Ne vado orgoglioso. Il sardo è la mia lingua e mi piace parlarla e scriverla. Anche a scuola e da convittore, ho sempre avuto modo di chiacchierare in sardo. Ci sono altri compagni che si esprimono in sardo: un modo per sentirci sempre legati alla nostra terra». E in attesa di fare una stagione in cucina, Marco sta già lavorando nel ristorante dell’Hotel Cala Ginepro, poco oltre Sos Alinos, nel territorio di Orosei.

Orgoglioso anche il dirigente scolastico dell’Ipsar, Roberto Cesaraccio: «L’Alberghiero è una scuola che si apre a tutte le etnie e culture anche extracomunitarie – afferma – ma il sardo è la nostra lingua e siamo ben contenti se riusciamo a stimolare i ragazzi nello studio e nella parlata locale. Nell’istituto ci sono insegnanti come Clara Farina che certamente riescono a coinvolgere molto bene gli studenti su un tema tanto caro alla Sardegna».

 

http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/07/16/news/sassari-studente-dell-alberghiero-si-diploma-parlando-in-sardo-1.7429499