Sa de oto Cunferèntzias Regionales de sa Limba Sarda

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CAGLIARI, 8 GENNAIO 2014 – Operatori della lingua sarda a confronto per una politica linguistica più efficace e diffusa, tra sportelli linguistici, scuola, musica e arte. L’ottava edizione della Conferenza Regionale della Lingua Sarda si terrà a Castelsardo, nella sala convegni del castello dei Doria, venerdì 10 e sabato 11 gennaio prossimi e si preannuncia molto interessante dal punto di vista politico e culturale.

L’assessore della Pubblica Istruzione, Sergio Milia ha chiamato, per la quarta volta durante il suo mandato, il mondo della lingua, per un momento di riflessione, non auto celebrativo, che metta al centro dell’attenzione la vera identità che sta alla base della nostra Isola. L’intento – ha sottolineato Milia – è quello di mettere vicini e far dibattere le componenti più diverse del “mondo della limba” per rafforzare l’intero segmento culturale, legato alla lingua sarda e alle varietà allogotte.

Arte, musica, sportelli linguistici e scuola. Questi i temi principali della ottava Conferenza regionale. La Giunta Cappellacci – ha rimarcato l’assessore Milia – ha investito molte risorse alla limba e all’identità. Il 300 per cento in più rispetto all’ultima Giunta che ha governato la Sardegna.

Si punterà molto sulle famiglie e sul loro ruolo fondamentale nella società sarda. Insieme alla scuola – ha aggiunto Milia – è un punto di partenza per la diffusione della cultura sarda. L’obiettivo è quello di portare la lingua nelle aree in cui si parla sempre meno”.

Il programma di venerdì 10 prevede, dopo i saluti del Presidente Ugo Cappellacci, dell’assessore Sergio Milia e del Commissario del Comune di Castelsardo, Gianna Dedola, gli interventi, dei relatori, Antonio Ignazio Garau (Coop. L’Altra Cultura -Oristano), Fabrizio Dettori (Minoranza linguistica sassarese), Teresa Soro (Attrice compagnia Teatro Sassari), Bustianu Pilosu (Presidente Associazione regionale Tenores), Clara Farina (Attrice), Antonio Deiara (Docente di musica), Maria Giovanna Cherchi (Cantante), Ignazio Perra (Prof. Conservatorio di Cagliari), Piero Marras (Cantautore).

Sabato 11, spazio invece agli sportelli linguistici con i relatori Giovanna Tuffu (Sportello linguistico regionale) e Michele Ladu (Sportello linguistico regionale). Per la letteratura previsti gli interventi di Antonio Buluggiu (Scrittore), Giuseppe Tirotto (Scrittore), Antonio Canalis (Premio Ozieri di letteratura sarda), Anna Cristina Serra (Poetessa). I due giorni di lavori verranno moderati da Paolo Pillonca.

Consulta il programma: “Cunferèntzia de sa limba sarda in Casteddu Sardu”

“Il sardo è una lingua normale ma le Università non lo sanno”

Sergio Milia

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Più che soddisfatto dei finanziamenti e dell’attenzione che è riuscito ad attirare sulla lingua sarda, decisamente deluso dal rapporto con le due Università sarde nella partita del bilinguismo.
Ieri mattina la conferenza stampa di presentazione dell’ottava Cunfèrentzia Regionale de sa Limba Sarda ha rappresentato per Sergio Milia l’occasione per un bilancio della sua attività da assessore – almeno nell’ambito linguistico – e per tracciare sulla lavagna un rapido elenco di buoni, meno buoni e cattivi nella battaglia per riportare il sardo nel panorama quotidiano dei sardi.
Tra gli ultimi ci sono i docenti universitari ma anche i rappresentanti del governo: «In un colloquio riservato con il ministro Kyenge – ha detto in apertura Milia – ho sollevato il problema dell’integrazione. Ovvero: i sardi non sono integrati in casa loro, il governo ancora tarda a darci quello che ci spetta».
IL PROGRAMMA Le politiche da sviluppare – da confermare o da reinventare – per ridare vita all’idioma saranno al centro della Conferenza, che si apre domani pomeriggio alle 16 a Castelsardo, nella sala conferenze del Castello. Dopo gli interventi di Milia e del presidente della Regione Ugo Cappellacci, si alterneranno i relatori su tre aree tematiche: Antonio Ignazio Garau della Coop L’Altra Cultura di Oristano e Fabrizio Dettori (indicato come rappresentante della “Minoranza linguistica sassarese”) parleranno per l’area “Familias”; per “Artes” interverranno Teresa Soro (attrice), Bustianu Pilosu (presidente dell’associazione regionale Tenores) e Clara Farina (attrice) e per la Musica a prendere la parola saranno il docente Antonio Deiara, la cantante Maria Giovanna Cherchi, Ignazio Perra (docente al Conservatorio di Cagliari) e il cantautore Piero Marras. I lavori, coordinati dal giornalista Paolo Pillonca, riprenderanno sabato mattina alle 10 con le relazioni di Giovanna Tuffu (Sportello linguistico regionale) e Michele Ladu (Sportello linguistico regionale), per quanto riguarda la letteratura interverranno gli autori Antonio Buluggiu e Giuseppe Tirotto, Antonio Canalis del premio Ozieri di letteratura sarda e la poetessa Anna Cristina Serra, mentre l’insegnante Antonello Sassu interverrà sulla scuola.
Questo il programma di una conferenza che si sarebbe tenuto sul finire dello scorso anno «se gli eventi luttuosi che hanno colpito la Sardegna non ci avessero indotto a rinviarla».
Un appuntamento che per Milia «non deve avere nulla di celebrativo né di autocelebrativo: deve e vuole essere una fiammella che tiene viva la questione della nostra identità, così particolare, e che deve ricordare ai sardi – a volte così distratti, in particolare nella mia città – che esiste un’altra storia, una storia diversa da quella che ci viene propinata dai libri di testo scritti oltretirreno».
I FINANZIAMENTI Dalla sua parte, ha detto Milia, ha avuto il Consiglio Regionale, che ha finanziato l’impegno per il bilinguismo in misura sempre crescente: «Le risorse sono cresciute del 300 per cento – ha riassunto l’assessore augurandosi che il prossimo Consiglio sia almeno altrettanto sensibile – e dal milione e mezzo stanziato per l’ultimo anno della presidenza Soru i fondi sono cresciuti fino ai 9,6 milioni dello scorso anno». Lodi anche ai dirigenti e ai loro collaboratori, con un ringraziamento esplicito per Antonio Conti, direttore generale dell’assessorato, e per Pepe Corongiu, direttore del servizio Lingua e Cultura Sarda. Proprio Corongiu ha spiegato che nell’Isola – dove comunque all’ultimo censimento sulle competenze linguistiche il 66,4 per cento degli intervistati ha detto di conoscere il sardo – si può considerare compiuta metà del lavoro: «Resta l’altro cinquanta per cento», cioè coinvolgere pienamente le famiglie e le scuole. Per ora si parte da quel trenta per cento di istituti scolastici isolani che hanno accettato di inserire l’insegnamento del sardo in classe. Non pochi, se si considera che siamo in una fase iniziale: «Un gap culturale di questo tipo – ha spiegato Milia – non si colma in poco tempo».
GLI ATENEI Si colmerebbe più in fretta – pare di capire dalle dichiarazioni dell’assessore in chiusura di conferenza stampa – con una maggiore collaborazione da parte degli atenei. O forse semplicemente con una qualche collaborazione: «Rispetto al rapporto con le scuole, quello con le università effettivamente ha inciso molto meno. Da che cosa dipende? Non saprei, ma immagino che si possa spiegare col fatto che le Università sono culturalmente portate a ricoprire una posizione di predominio, mentre in questo caso noi abbiamo letteralmente ribaltato il tavolo facendo, o cercando di fare, del sardo una lingua normale». E le ultime quattro parole sono, non a caso, il titolo del testo recentemente pubblicato da Corongiu, che per il suo approccio al sardo come un idioma unico con più sfumature – e non come arcipelago di lingue diverse, come logudorese e campidanese – e per le sue considerazioni sulle politiche del bilinguismo gli ha attirato qualche attenzione polemica, a cominciare da quella del rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino.
Probabilmente, ha ipotizzato Paolo Pillonca, gli atenei si troverebbero in difficoltà a trovare al loro interno i docenti a cui affidare lezioni e corsi di studio.
Ma Milia sul tema non aggiunge altro, e in particolare si tiene a distanza – da sassarese – dalle diatribe su logudorese, campidanese e varianti: «Non sono un polemista linguistico, mi limito a osservare e a ritenere che la nostra lingua debba essere intesa innanzitutto come un collante per la nostra società, per la nostra identità».
Celestino Tabasso

 

Da L’Unione Sarda del 09/01/2013

Colonialismu nou o betzu?

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Artìculu Unione Sarda pro sos cartellos bilingues. Non los cherent bogare ma colorare a tabachinu. Ma custu sa lege non lu narat, est sa tzirculare chi ponet paris art. 37 Codice della strada cun art. 137 Regulamentu chi faeddat però de sinnales turìsticos. Duncas est un ‘interpretatzione chi podet èssere controida a manera simple. In tabachinu andant fatos àteros cartellos, ma non cussos de inghitzu e fine de bidda. Bene su chi narant Mauro Pili e Sergio Milia. Bene s’Unione chi dat logu a sa chistione. Est unu clàssicu de su colonialismu linguìsticu italianu ipòcrita, chi in su libru meu ‘Il sardo una lingua ‘normale’ apo assimigiadu a s’orientalismu: non ti nego chi b’est una limba, ma ti la muto dialetu e ti la mudo a manera folclorìstica e turìstica. Non normale. Gasi tue etotu imparas a sa sola a la crisare. Tando est importante a nàrrere a sos sìndigos chi sos cartellos si podent fàghere, mancari sighende semper sos inditos de s’ufìtziu regionale.

 

de Pepe Coròngiu

Limba e iscola

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Sa die 24 de gennargiu s’assessore Milia at informadu, cun tonu de suddisfatzione, chi sas famìlias sardas podiant pedire pro sos figios issoro s’insinniamentu de sa limba sarda in s’annu iscolàsticu 2013-14 (mira s’artìculu “Per le famiglie è possibile scegliere l’insegnamento del sardo al momento dell’iscrizione” inhttp://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=219709&v=2&c=220&t=1). Medas famìlias dd’ant pigadu in paraula e, nessi in sas iscolas ue sos dirigentes ant aprontadu sos mòdulos de iscritzione (medas no ant fatu mancu cussu) ant pedidu s’insinniamentu de su sardu pro sos figios chi in s’annu imbeniente ant a fàghere sa prima classe de sas iscolas maternas, primàrias e medias.

In certas iscolas (Pèrfugas, Tzaramonte, Erula, Laerru, Martis e àteras) sas famìlias chi ant pedidu s’insinniamentu de su sardu sunt resurtadas prus meda de 80%. E como? E como cussas famìlias sunt isetende chi dae su mese de cabidanni a sos figios issoro in iscola ddis insinnient finas su sardu. Ma a dolu mannu paret chi custu disigiu apat de isetare unu disigiu. Difatis, paret chi sa Regione Sardegna no apat istantziadu su dinare necessàriu pro custu tipu de insinniamentu. Solu in pagas iscolas e bia su sardu at a èssere insinniadu dae pagos mastros de ruolu chi connoschent sa limba sarda e chi, cun ispìritu de missioneris, ant a insinniare finas su sardu paris cun s’italianu e sas àteras materias curriculares. Ma in sas iscolas (e sunt casi totus) ue non ddue at mastros capaces o giai formados, s’insinniamentu de su sardu at a isetare solu unu disigiu. A su chi paret sa Regione at istantziadu carchi cosighedda solu pro sighire in cuddos progeteddos isperimentales de custos ùrtimos annos (pagas oras de letzione in duos meses e in pagas iscolas), est a nàrrere nudda ite fàghere cun s’insinniamentu curriculare de una limba. Pro s’insinniamentu de su sardu e de sas àteras variedades de Sardigna ddue cherent istantziamentos gasi comente cale si siat àtera limba. 

Tando, duas preguntas e bia: sas leges chi prevident custu tipu de insinniamentu ant a sighire a isetare lìtera morta comente in sos ùrtimos bìndighi annos? E s’annùnciu fatu in gennargiu fut solu un’annùnciu? Ca, si est gai, diat èssere istadu megius a pònnere bene in craru chi sas famìlias tenent solu su deretu… de pedire.

 

Mauru Maxia

Istudiosu de limbas minorizadas

Modellu de iscritzione pro su sardu in iscola

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ASSESSORADU DE S’ISTRUTZIONE PÙBLICA, BENES CULTURALES, INFORMATZIONE, ISPETÀCULU E ISPORT 
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT

Diretzione Generale de sos Benes Culturale, Informatzione, Ispetàculu e Isport

Servìtziu Limba e Cultura Sarda

 

 

Bos imbio unu modellu de comunicatzione  pro s’iscritzione e su sèberu de su sardu in iscola dae banda de sas famìlias. Podet èssere de profetu pro famìlias o iscolas in dificultade chi non l’ant retzidu a manera derera dae sa Diretzione Iscolàstica Regionale. Bos imbio finas sas lìteras de s’Assessore e de su Diretore Iscolàsticu. Bos cumbido  a isparghinare mescamente su modellu de iscrizione.

 

Bos sinnalo un’àteru artìculu subra sa chistione. http://www.sardiniapost.it/cronaca/scuola-dal-prossimo-anno-si-potra-scegliere-linsegnamento-del-sardo/

 

 

 

Saludos corales


Pepe Coròngiu


Mod richiesta INSEGN LINGUE MINORITARIE 2013_14.doc

Comunicatzione Enrico Tocco.doc

Opzione per la lingua sarda nei moduli di pre-iscrizione scolastica Sergio Milia.doc