Posada, le famiglie potranno scegliere il sardo a scuola – La Nuova Sardegna

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Sarà la grande novità nel mondo scolastico, dal prossimo anno le famiglie potranno scegliere se far insegnare il sardo ai loro figli. Grazie all’intesa raggiunta tra Regione e direzione scolastica regionale, si è arrivati all’inserimento dell’opzione per l’insegnamento della lingua sarda nei moduli di pre-iscrizione per il prossimo l’anno scolastico. Si sono quindi raggiunte le condizioni per mettere in pratica la legge del 1999 che dà ufficialità e prestigio alla lingua sarda e che si sta introducendo negli uffici pubblici, e nelle scuole.

«In questa vasta opera di politica linguistica rientra il discorso del sardo a scuola – dice Angelo Canu dell’ufficio per la lingua sarda – Il passo fatto è storico perché per la prima volta il sardo può entrare a scuola in forma ufficiale grazie alla volontà e al lavoro di Regione e direzione regionale scolastica».

«Senza cadere in facili entusiasmi è utile sottolineare – continua Canu – che questo non rappresenta un punto di arrivo ma di partenza. Il lavoro duro sarà quello di informare e convincere le persone sui vantaggi che il bilinguismo comporta, cognitivi in primis, ma anche sociali, culturali ed economici». Non a caso la Regione, con la collaborazione dell’Università di Edimburgo e di Antonella Sorace, sta predisponendo una serie di iniziative su tutto il territorio regionale, dal titolo “Bilinguismu creschet”, atte a informare genitori, operatori, insegnanti, sugli effetti positivi del plurilinguismo nei bambini e negli adulti.

«È anche vero che gli effetti si potranno valutare in un arco di tempo medio lungo ma già da ora si hanno buoni auspici – dice ancora Canu – Ad avvicinare i bambini alla lingua dei propri genitori, contribuiscono anche iniziative come quella dedicata alle manifestazioni per ” Sa die ‘e sa Sardigna”. Le scolaresche di Torpè è Lode, sono infatti state selezionate per allestire due differenti rappresentazioni in limba. Sono sicuramente tipologie di interventi differenti, importanti entrambe, ma che si muovono su livelli diversi. Manifestazioni come Sa die de sa Sardigna hanno lo scopo di promuovere argomenti specifici, mentre il sardo a scuola – conclude Angelo Canu – si posiziona in un livello più esplicito di tutela e di promozione di una lingua minoritaria all’interno di un vasto processo di normalizzazione della lingua stessa.

 

Sergio Secci

Torpè e Lodè – Sa die de sa Sardigna, finanziati i progetti

 

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Sono due i progetti finanziati in Baronia dalla Regione per Sa die de sa Sardigna. Coinvolte le scuole di Lodè e Torpè con l’obiettivo di far conoscere la storia locale e il suo intreccio con quella studiata. A Lodè il progetto è stato ideato come un percorso storico, politico e linguistico all’interno del quale verranno evidenziati i forti legami tra i valori della rivoluzione sarda e dello Statuto del 1948, per mostrare come quegli stessi valori possano rivelarsi ancora oggi validi come guida. La mattina, ci sarà la rappresentazione teatrale in sardo della quinta classe della scuola primaria curata dalla maestra Gianna Mereu e ufficio per la lingua sarda con gli eventi del 28 aprile 1794. Nel pomeriggio spazio al convegno che affronterà i molteplici aspetti che riguardano “Sa Die” in ottica di una nuova autonomia: lingua, cultura, politica e storia. A Torpè ci sarà invece una mostra documentale con antichi reperti che vanno dal IV al XIX secolo e un convegno. Si parte dalla storiografia locale per arrivare ad affrontare tematiche più generali relative alla storia della Sardegna e dell’Europa in generale.

Una giornata che vuole ridestare la memoria storica con documenti che evidenziano quando Torpè si trovò a combattere prima a favore della casa d’Arborea e poi le illegalità del potere feudale. I documenti più antichi arrivano dall’archivio della Corona d’Aragona (mentre quelli dell’età moderna dall’archivio di Stato di Cagliari). La lezione di storia sarà di Giacomo Floris ricercatore dell’Università di Barcellona.

Sarà poi la volta di Angelo Canu, che illustrerà l’importanza della lingua sarda nella Sardegna medioevale e moderna. A conclusione i ragazzi delle scuole elementari, declameranno diverse opere poetiche in sardo, che hanno come oggetto il tema autonomistico.

di Sergio Secci

 

http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2013/01/04/news/sa-die-de-sa-sardigna-finanziati-i-progetti-1.6295825

Un corso di lingua sarda nella scuola dell’infanzia – La Nuova Sardegna

 

 

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POSADA. Un gradito ritorno quello degli educatori dell’ufficio per la lingua sarda alla scuola materna di Posada.

Nei giorni scorsi infatti è arrivata una richiesta di collaborazione da parte della Pro loco per organizzare nuove attività didattiche in sardo all’istituto comprensivo del paese.

Angelo Canu per l’Uls, in accordo con l’associazione turistica e alcuni rappresentanti dei genitori, ha proposto quindi agli insegnanti e alla preside una giornata interamente dedicata alla lingua sarda che sarà curata dai servizi linguistici territoriali della provincia di Nuoro, rivolta agli alunni di quattro e cinque anni della scuola dell’infanzia.

La risposta dei docenti e della dirigente scolastica, è stata positiva e accolta con vero entusiasmo con la data fissata è per mercoledì, 12 dicembre, con l’attività che consta di un racconto in sardo e della rielaborazione grafica dello stesso da parte dei bambini. Il laboratorio dal titolo “S’àrbore bragheri e sa roda de sas istajones”, si prefigge come fine didattico la conoscenza dei nomi delle stagioni, di alcuni piccoli animali e di pochi colori in lingua sarda. Si lavorerà con circa 20 bambini per volta e ogni turno durerà circa un ora. (s.s.)


dae http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/12/07/news/un-corso-di-lingua-sarda-nella-scuola-dell-infanzia-1.6161191

ANAS contra a sa limba sarda

 

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Fotos de Sergio Secci

 

Meda bortas s’intendet faeddare de tutela de sas limbas de minoria, ma si bi damus cara bene est prus a paràulas chi non in sa realidade.

Cada die bidimus e/o leghimus atacos a sa limba sarda, a sa dignidade e a s’impreu suo in àmbitu ufitziale, mancari bi siant una Carta Europea de sas Limbas de Minorias, una lege de s’Istadu Italianu (sa 482/99) e una lege regionale (sa 26/97) chi la tutelant.

S’ùrtimu atacu est friscu friscu: s’ANAS, s’ente chi gestit sa retza istradale e autoistradale de s’Italia, at dimandadu, o mègius at cumandadu, a sa Comuna de Pasada de nde bogare sos cartellos istradales in ue b’at iscritu PASADA, ca “i cartelli posti sulle strade statali, recanti indicazioni non in italiano sono fuori norma“.

Pasada (o Thiniscole, Garteddi e gai a sighire) podent èssere iscritos emmo, ma cun una deroga ebbia: “che il cartello venga sostituito con il toponimo del paese scritto su sfondo marrone, come per le indicazioni turistiche

Su sìndigu de Pasada, Roberto Tola, at giai fatu ischire chi sos cartellos in ue sunt ant a istare e chi a bisu suo mustrare, o pensare ebbia, chi su nùmene in sardu siat de paragonare a unu nùmene turìsticu est unu fatu de una gravidade manna.

Custa nota est pro fàghere a manera de dare ischitu a canta prus gente chi atacos a sa limba sarda sunt benende dae medas cugiones, fintzas dae sos chi sunt prus a sa cua. Signale chi sa limba sarda est creschende e chi est dende semper prus anneu a sos inimigos suos…